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IL MALE CHE AFFLIGGE: SPUNTI E RIFLESSIONI SULLA DEPRESSIONE

Durante la mia esperienza lavorativa e professionale, ho avuto modo di interagire e colloquiare con persone depresse. Uno dei tanti aspetti che accomuna la maggior parte di questi pazienti, è la mancanza di energie, una sorta di “paralisi della volontà” che porta a bloccarsi e a non riuscire ad alzarsi .

Mi sono sempre chiesta cosa ci fosse dietro a tutto questo: vegetare di fronte ad una vita senza stimoli, ne progetti, ne obiettivi. -“Che senso ha viverla?”-, mi dicono.
Tutto ciò porta a non affrontare la routine quotidiana perché stanchi di viverla, a non alzarsi dal letto perché stanchi di vedere semplicemente il sole, a non relazionarsi con persone attorno perché stanchi di parlare e/o di ascoltare. Ed ecco che il male oscuro prende il sopravvento e tu ti senti inadeguato, senza risorse, senza speranze, sei demotivato, privo d’ interesse e di piacere, ti senti solo, ti senti in gabbia e vorresti urlare al mondo quanto stai male. Ti senti inutile, negativo, sfiduciato ed impotente.

Quando chiedo ai pazienti come affrontano tutto questo, con quali strategie e soprattutto che significato e che spiegazione danno a questa sofferenza e a quello che li capita, mi accorgo che uno dei tanti errori e’ l’ ignorare sempre gli aspetti positivi. La persona sembra totalmente abituata a prestare attenzione e a concentrarsi solo sulle cose spiacevoli e negative e di conseguenza ha la tendenza ad interpretare come negativi anche quegli aspetti positivi. Ecco che subentrano le classiche frasi: “Vedo tutto nero”- “Non ce la faccio più””- “Ho fallito”.
Nella psicoterapia cognitivo comportamentale i pensieri e le convinzioni negative su di sé, sul mondo e sul futuro hanno un ruolo determinante nell’esordio e nel mantenimento della depressione. Il lavoro su questo disturbo (V. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM-IV) consiste in primis nel focalizzarsi sui modi in cui il soggetto interpreta gli eventi che accadono, vi reagisce e valuta sé stesso. Insieme al paziente s’identificano e modificano i pensieri e le convinzioni negative che ha su se stesso, sul mondo e sul futuro, utilizzando specifiche tecniche cognitivo-comportamentali. Il depresso, secondo A. Beck, si deprime perché distorce la realtà e non distorce la realtà perché è depresso. La condizione di depressione è il risultato delle sue aspettative negative nei confronti della realtà esterna, delle opinioni distorte di sé e della mancanza di fiducia in ciò che può portare il futuro
In qualità di psicologa ad approccio cognitivo comportamentale suddivido il trattamento in 2 fasi:

1 .-FASE DI ASSESSMENT cioè la raccolta dei dati ai fini di una valutazione non solo attraverso il colloquio, ma anche attraverso l’ utilizzo di vari test, moduli e grafici.
2.-FASE DI DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI – si ricorda sempre il passaggio dal “se reale” (“come sei”) a se ideale ( “come vorresti essere”) e si aiuta il paziente a decatastrofizzare e a non generalizzare il fallimento (“è andata male questa cosa, non tutto”.)

PRIMO PASSO: “IL FARE”

TECNICHE-COMPORTAMENTALI
-Scheda di registrazione settimanale delle attività ( si cerca di programmare le attività del giorno, ogni ora della giornata, da quando il paziente si sveglia a quando va a dormire. Si comincia con l’attività che si considera più semplice e si procede verso quelle più complesse. )
-addestramento delle abilità sociali, training di assertività. (Testare in vivo).
-biblioterapia (si consiglia al paziente libri utili a capire meglio la terapia e le sue tecniche nonché i suoi problemi).

-tecniche di rilassamento

SECONDO PASSO: ” IL PENSARE REALISTICAMENTE”
TECNICHE COGNITIVE:

ci si abitua a osservare la propria mente per passare in rassegna tutti i pensieri . “Cosa ti passa nella mente nei precisi momenti di depressione”?. Si tratta di pensieri che sono diventati AUTOMATICI ossia, secondo A.Beck,” verbalizzazioni interiorizzate”, per meglio dire ” auto dichiarazioni” . Da questi pensieri s’impara a notare che sono negativi che sono distorsioni della realtà e che il soggetto e’ ABITUATO a considerare tali distorsioni come cose vere. A questo punto il lavoro con il terapeuta sta nel correggere i pensieri dis-funzionali in pensieri più realistici e che corrispondano ad una visione più OBIETTIVA della realtà.
-spiegazione del METODO A-B-C
-tecnica della concettualizzazione alternativa
-trasformazione degli svantaggi in vantaggi
-errori di osservazione e di comprensione della realtà

FINE TRATTAMENTO: ” visione d insieme di quanto fatto in questo programma”

Pertanto il cambiamento nel modo di pensare porterà ad una regolazione del tono dell’umore e a modificazioni dei sintomi, che a loro volta influiranno positivamente sui pensieri.